Visualizzazione post con etichetta Abusi;. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abusi;. Mostra tutti i post

lunedì 17 novembre 2014

Gli abusi infantili modificano l’espressione genetica.

Gli abusi infantili modificano l’espressione genetica.

Posted on 14 febbraio 2014 da  in Infanzia


Qualsiasi tipo di abuso causa traumi che possono portare a compromettere il resto della vita della vittima, ma a quanto pare il danno è diverso a seconda dell’età.
In uno studio sono stati confrontanti due gruppi di adulti con un PTSD (disturbo post-traumatico da stress), alcuni dei quali avevano subito violenze in età infantile e proprio in questo gruppo di soggetti è stato possibile riscontrare distinte e profonde differenze nei cambiamenti dell’attività dei geni.
In particolare, i soggetti con PTSD correlato ad abusi infantili hanno presentato maggiori cambiamenti nell’espressione dei geni collegati allo sviluppo del sistema nervoso e alla regolazione del sistema immunitario, mentre i soggetti con PTSD senza traumi infantili hanno presentato maggiori cambiamenti nell’attività dei geni collegati all’apoptosi (morte cellulare) e alla crescita.

Tali considerazioni aprono, a mio avviso, la porta a due importanti discussioni.
Innanzitutto la biologia potrebbe aiutare nel percorso psicodiagnostico, nel senso che di fronte ad un PTSD sarebbe più semplice capire se il trauma è avvenuto in età infantile o meno.
L’altra conseguenza di questi studi è l’ennesima prova dell’enorme danno che si causa al bambino vittima di abusi (come abbiamo detto poco sopra, viene compromesso lo sviluppo del sistema nervoso e il sistema immunitario).

Child Abuse Leaves Distinct Gene Activity Patterns

Last updated: 

mercoledì 1 ottobre 2014

Turismo sessuale, italiani al primo posto: padri di famiglia a caccia di bambini

Turismo sessuale, italiani al primo posto:
padri di famiglia a caccia di bambini


di Marida Lombardo Pijola
ROMA - Sono così piccole da non raggiungere in altezza l’anca dei predatori che se le vanno a comprare nei bordelli, e poi le stuprano, e prima trattano il prezzo parlando quasi sempre lingue occidentali, e 80.000 volte all’anno in media la lingua è l’italiano.
Sono così leggere che a prenderle in braccio pesano poco più di un bebè. Sono così truccate che sembrano bimbe a Carnevale. Sono così sottili che, se non fossero coperte di stracci succinti e colorati, indosserebbero le taglie più piccole degli abitini per bimbi occidentali. Le stuprano, tra gli altri, certi italiani che a casa sembrano gente qualunque, gente a posto. Che mai e poi mai potreste riconoscerli dal modo di fare, dalla morfologia.

Figli, mariti, padri, lavoratori. E poi un aereo. E poi in vacanza al Sud del mondo. E poi diventano il demonio. Italiani, tra quelli che ”consumano” di più a Santo Domingo, in Colombia, in Brasile. Italiani, i primi pedofili del Kenya. Attivissimi, nell’olocausto che travolge 15.000 creature, il 30 per cento di tutte le bambine che vivono tra Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. Piccole schiave del sesso per turisti. In vendita a orario continuato, per mano, talvolta, dai loro genitori. In genere hanno tra i 14 e i 12 anni. Ma possono averne anche 9, anche 7, anche 5. Minuscoli bottini per turisti. Burattini di carne da manipolare a piacimento. Foto e filmati da portare a casa come souvenir. Costa quanto una buona cena o un’escursione. Puoi fare anche un pacchetto all inclusive: alloggio, vitto, viaggio, drink,
preservativi e ragazze per un tot. Puoi cercare nei forum in Rete le occasioni, ci sono i siti apposta. Puoi scegliere tra ”20 mixt age prostitutes”, dalla prima infanzia in su. Puoi avere anche le vergini, mille euro in più. E poi torni da mamma, dai figli, dalla moglie, in ufficio. E poi bentornato, e quello che è successo chi lo sa?
L’allarme è dell’Ecpat, l’organizzazione che in 70 Paesi del mondo lotta da sempre contro lo sfruttamento sessuale dei bambini: sono sempre di più, i vacanzieri che vanno a caccia di cuccioli umani nei Paesi dove, per non morire di fame, si accetta ogni tortura. Sono un terzo dei tre milioni di turisti sessuali in tutto il mondo. Sempre più giovani, tra i 20 e i 40 anni. Sempre più depravati per scelta, e non per malattia. Solo il 5 per cento di loro, infatti, è un caso patologico. Gli altri, informa l’Ecpat, lo fanno per provare un’emozione nuova, in modo occasionale (60%), oppure abituale (35%).

I MONDIALI DI CALCIO
E il demonio si sta mobilitando in Brasile, per rifornire il mercato, sebbene i bimbi sfruttati
siano già 50.000. L’impennata arriverà coi Mondiali di calcio del 2014. «La settimana prossima ci incontreremo a Varsavia -racconta Marco Scarpati, direttore di Ecpat Italia- per pianificare, assieme alle Polizie di tutto il mondo, qualcosa che impedisca una replica, in Brasile, di quanto avvenne in Ucraina nel 2010 e in Sudafrica nel 2012: il racket trasportò bambini da tutti i territori circostanti, per accontentare la richiesta. Purtroppo tutto questo accade sempre, in occasione di eventi sportivi. E i controlli sono spesso labili, insufficienti, inefficaci». Ecco perché domenica, al grido Un altro viaggio è possibile, una marcia ciclistica lungo le strade di 29 città, organizzata dall’Ecpat e dalla Fiab, porterà in giro l’indignazione contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. Pedalando, si segnalerà che questa è un’emergenza. Che un milione e duecentomila bimbi sono sfruttati nel sesso, nell’accattonaggio, nei lavori forzati. Stime ufficiali, queste. Quelle ufficiose propongono ben altri conti: solo i piccoli schiavi del sesso sarebbero almeno due milioni. Ognuno di loro frutterebbe 67.200 dollari all’anno. Per il racket, il budget complessivo supererebbe i trenta milioni di dollari all’anno.

E a chi non ha i soldi per il viaggio, basta girare l’angolo: tra i 10 e i 12.000 di quei bambini
si trovano in Italia. Migranti. Nomadi. Minori non accompagnati. In vendita a casa nostra, per le nostre strade, o anche su ordinazione. Solo a voler guardare. Solo a voler sapere.

domenica 28 settembre 2014

5 consigli per proteggere i bambini dagli abusi

5 consigli per proteggere i bambini dagli abusi

Posted on 13 maggio 2014 da  in Infanzia

Il Consiglio Europeo ha promosso un’iniziativa per proteggere i bambini dalle violenze e dagli abusi sessuali chiamata “La regola del Quinonsitocca” che comprende 5 aspetti importanti per far sì che il bambino possa essere reso responsabile e dotato degli strumenti giusti per fronteggiare eventuali eventi spiacevoli.
Tale iniziativa è parte di un progetto più ampio chiamato “One in Five”.
Il progetto nasce dalla triste consapevolezza che circa 1 bambino su 5 subisce o ha subito violenze di tipo sessuale. Il problema, come sappiamo, è particolarmente grave e i danni per la piccola vittima possono essere veramente forti (vedi qui).
In questo articolo vediamo questi 5 aspetti.

1. Il tuo corpo ti appartiene

Una cosa fondamentale è insegnare ai bambini che il loro corpo è solo loro e nessuno può toccarlo senza il loro permesso.
Per fare ciò è necessario un dialogo aperto e costruttivo sin dall’infanzia, mantenendo sempre un linguaggio appropriato all’età ma che consenta al bambino di conoscere il suo corpo e quali sono le parti intime.
I nostri piccoli devono sapere che possono rifiutare un bacio o un contatto se non lo vogliono, devono sapere che possono dire “No”.

2. Toccare buono e toccare cattivo

I bambini generalmente non sono in grado di riconoscere un atto appropriato da uno inappropriato. Diventa perciò indispensabile renderli capaci di discriminare una carezza da un tentativo di palpeggiamento. Per fare questo è importante insegnare loro che non va bene guardare (o farsi guardare) e toccare (o farsi toccare) le parti intime.
Per far sì che i bambini siano in grado di riconoscere quali sono queste parti intime non occorre certo fare loro una lezione di anatomia, è sufficiente insegnare loro che la biancheria intima è ciò che protegge queste zone.

3. Segreti buoni e segreti cattivi

Le persone che commettono abuso sono soliti indurre i bambini a mantenere il segreto di ciò che è successo. Si rende allora necessario insegnare ai bambini che esistono segreti buoni e segreti cattivi. I segreti cattivi sono tutti quelli che mettono ansia, paura, disagio o tristezza. Insegnate ai bambini che questi segreti cattivi devono essere confessati ad un adulto fidato (papà, mamma, maestra, dottore, ecc..).


4. La responsabilità dell’adulto

I bambini spesso provano vergogna o senso di colpa di fronte ad episodi di abuso. Compito dell’adulto è quello di creare un clima di fiducia ed evitare tabù che i bambini vedrebbero come “aree delle quali non parlare”. I bambini devono sapere con chi possono parlare se c’è qualcosa che li fa soffrire.
Spetta dunque agli adulti saper comprendere il bambino ed aiutarlo nelle sue difficoltà.

5. Persone conosciute e sconosciute

Purtroppo, molto spesso l’abuso è perpetrato da persone vicine al bambino. Occorre dunque insegnare al bambino a raccontare all’adulto di riferimento se c’è qualcuno che offre dei regali o chiede di mantenere segreti o cerca di passare del tempo da solo con lui.
Per difendersi, invece, dagli sconosciuti la regola da seguire è quella di non accettare mai passaggi, regali o inviti.

Professioni d’aiuto

Per concludere è senza dubbio importante insegnare al bambino che esistono delle figure professionali che possono offrire aiuto: insegnanti, assistenti sociali, avvocati, medici, psicologi, forze dell’ordine.
Potete approfondire la cosa sul sito ufficiale.
Vi invito a diffondere queste semplici regole per far sì che i genitori sappiano come aiutare i loro bambini a difendersi in caso di abuso e possano prendere provvedimenti nei casi in cui ciò si verifichi.