Accuse alla Coop Lilium:
Scientology a processo
Il prossimo 24 settembre
presso il Tribunale di Chieti prenderà avvio il processo che vede imputati per
calunnia 5 adepti di Scientology indicati come responsabili di aver accusato,
pur sapendoli innocenti, i vertici della cooperativa LILIUM di San Giovanni
Teatino (Ch). Una vicenda oscura le cui motivazioni sono oggetto di
interrogazioni parlamentari in corso.
CHIETI
24 settembre 2015 – Continuano le
vicende processuali che hanno distrutto la vita professionale privata di
Dominique Quattrocchi, presidente e fondatore di C.E.A.R.P.E.S, di Vittorio
Lupinetti, presidente di Lilium, e
di oltre 50 operatori professionali che negli ultimi 20 si sono occupati
dell’accoglienza e dell’educazione di centinaia di minorenni con disagio
psichico e dipendenze nell’area di San Giovanni Teatino (Ch) in Abruzzo.
Sul banco degli imputati ora sono i loro detrattori.
Silvio de Fanti), , Paolo Roat e
Campidell Peter (CCDU-Scientology) tutti legati a
Scientology ed alle associazioni ad essa legate a doppio filo (per altro attive
nelle stesse tipologie e diretti concorrenti alle attività di Lilium come
Narconone) Gabriella Maffioletti (Adiantum) Consigliere Comune di Bolzano,
sono stati accusati di calunnia ai sensi
degli articoli 386 e 110 del cp dal Pubblico Ministero dott.ssa Rosangela
Di Stefano davanti al giudice per le
Udienze Preliminari del Tribunale di
Chieti e rinviati a giudizio, in quanto “accusavano ingiustamente pur sapendoli innocenti – si legge nella
richiesta depositata presso il tribunale di Chieti in data 10 febbraio 2015 – i vertici della cooperativa LILIUM di San
Giovanni Teatino di maltrattare i ragazzi ospiti della predetta struttura”.
Ancora
una volta, come era già successo nel caso di C.E.A.R.P.E.S, le accuse erano di
violenze, costrizioni, abuso di droga e alcool ed addirittura di abuso su
minore. Imputazioni risultate infondate
che però avevano sollevato un altro caso mediatico sulle pagine dei quotidiani
locali del Trentino e dell’Abruzzo ed avevano spinto alcuni
senatori del M5S a presentare un’interrogazione
parlamentare ai ministri della Salute, della Giustizia e del Lavoro e delle
Politiche Sociali in data 9 ottobre 2013.
Proprio
nelle premesse di questa richiesta di interrogazione parlamentare si
evidenziano molte delle affermazioni potenzialmente calunniose ora al vaglio
della magistratura.
Ma quest’ultima
brutta vicenda è stata oggetto di almeno un’altra
ed opposta Interrogazione Parlamentare
inviata ai ministeri della Salute, del Lavoro, dell’Interno e della Giustizia.
In essa si chiede conto del ruolo e delle competenze delle
associazioni legate a Scientology, dei dirigenti ora imputati e delle loro
relazioni con la politica.
Una
vicenda dove diffamazione e concorrenza, denaro e pressioni politiche si
intrecciano come già in passato era successo nel caso di C.E.A.R.P.E.S, quando
un fiore all’occhiello del settore dell’assistenza socio-sanitaria dell’Abruzzo
venne distrutto da accuse infamanti e denunce infondate.
Dopo un calvario giudiziario durato 9 anni in
cui gli accusati avevano perso lavoro e dignità, capacità di autosostentare se
stessi e le proprie famiglie ad anche il rispetto di amici, colleghi e
dell’intera comunità, i 32 imputati del processo a C.E.A.R.P.E.S. furono, con sentenza del 7 gennaio 2014, assolti da
tutte le accuse per non avere commesso il fatto dal Tribunale di Chieti.
La vicenda fu poi portata alla ribalta nazionale grazie al
testo cine-teatrale “Nove petali di Loto” di Milo Vallone su testi dello stesso
Milo Vallone e Luca Pompei.
Un
ritorno alla vita condizionato però dalle nuove accuse che molti degli
operatori ancora attivi presso la coop Lilium (che si era resa disponibile ad
assorbire alcune delle professionalità più brillanti) avevano iniziato a
subire.
E
tuttavia se nel primo caso erano serviti
9 anni per ristabilire la verità sulle modalità di gestione di uno dei migliori
istituti di assistenza socio-sanitaria del centro Italia ora la giustizia
sembra muovere i suoi passi con più celerità.
Ora
sul banco degli imputati sono i presunti colpevoli di calunnia. Solo la
giustizia saprà fare luce sulla vicenda.





